Ciclo idrico integrato
Per ciclo idrico integrato si intende la gestione dell'intero ciclo idrico comprendente la captazione, la protezione delle risorse, l'adduzione, la distribuzione, la raccolta delle acque reflue, la depurazione e lo scarico. Costituisce un miglioramento dell'efficienza dell'intero servizio ed ha permesso il passaggio da quello che era un consumo dell'acqua a quello che è diventato un uso dell'acqua.

L'acqua è un bene, una risorsa e per questo, dopo averla utilizzata, deve essere restituita in termini di buona qualità in quanto andrà a ricaricare le fonti di approvvigionamento in modo naturale preservandone la qualità.

Le professionalità della struttura tecnica dell'A.M.C. S.p.A. e la filosofia propria dell'A.M.C. S.p.A. come Azienda ad intero capitale pubblico operante sul territorio di appartenenza, caratterizzano la particolare attenzione rivolta al modo di operare aziendale che mette sempre in primo piano la necessità delle garanzie di qualità, attendibilità e continuo sviluppo in termini di tutela igienico sanitaria del territorio.

L'A.M.C. S.p.A. è dotata di due Laboratori Analisi ad elevato contenuto scientifico e tecnologico, uno dedicato al controllo delle acque destinate al consumo umano e l'altro dedicato al controllo delle acque reflue.

L'importanza dell'informazione contenuta nei dati analitici, l'assoluta necessità della loro attendibilità e di un loro immediato riscontro nella realtà operativa della gestione, già durante l'esecuzione delle stesse procedure di analisi microbiologiche, chimiche e fisiche, fa sì che i Laboratori dell'A.M.C. S.p.A. siano amalgamati con la struttura tecnica operativa dell'azienda, tanto da non poter ricondurre l'attività a laboratori esterni.

SORGENTI

Nella zona del Casalese, nelle vicinanze del fiume Po, è presente una falda protetta ricca di acqua. L'acqua di questa falda viene captata ad una profondità superiore ai 150 m in due campi pozzi:

- il campo pozzi di Frassineto Po, dotato di 7 pozzi, dal quale si può emungere una portata massima pari a 250 l/s;
- il campo pozzi di Terranova, dotato di 3 pozzi, dal quale si può emungere una portata massima pari a 100 - 150 l/s ed ulteriori 3 nuovi pozzi in attesa di completare l'iter di autorizzazione.

Come richiesto dal Regolamento della Regione Piemonte n°15/R del 2006, nel corso dell'anno 2013 AMC presenterà alla Regione Piemonte lo studio per la definizione delle aree di salvaguardia dei due campi pozzi.

IMPIANTI DI TRATTAMENTO

L'acqua captata dai campi pozzi di Terranova e Frassineto risulta microbiologicamente pura e protetta dall'eventuale inquinamento superficiale, come sovente accade per le acque di falda profonda, presenta lievi tracce di ferro e manganese di origine geologica. Allo scopo di eliminare le tracce di ferro manganese presenti l'acqua emunta viene trattata meccanicamente in due impianti nei quali piccole quantità di aria fanno ossidare il ferro manganese creando particelle di dimensioni sufficientemente grandi per essere poi trattenute in grossi filtri pieni di sabbia.

L'acqua captata dal campo pozzi di Frassineto viene trattata nell'impianto di Piardarossa, a valle del quale vi è un serbatoio, mentre, quella emunta dal campo pozzi di Terranova viene trattata e immediatamente distribuita in rete.

Prima dell'immissione in rete l'acqua viene trattata, con il disinfettante “biossido di cloro” a puro scopo preventivo, per garantire la sua ottima qualità lungo tutto il percorso che la porterà ai nostri rubinetti.

SERBATOI DI ACCUMULO

I serbatoi accumulano l'acqua durante le ore di minor consumo (quelle notturne) restituendola alla rete di distribuzione quando c'è maggior richiesta.

A valle dell'impianto di trattamento di Piardarossa è presente un serbatoio interrato con capacità di circa 5.000 mc.

Nella parte più alta della città di Casale, in Via Salita S.Anna, sono presenti altri due serbatoi che complessivamente hanno una capacità di circa 1.500 mc. In prossimità di questi ultimi all’inizio del 2011 è entrato in funzione un nuovo serbatoio con una capacità di circa 4.000 mc.

DISTRIBUZIONE

Dal serbatoio di accumulo posto in Salita S. Anna, dall'impianto di Piardarossa e dall'impianto di Terranova parte la distribuzione dell'acqua nella rete cittadina. Le tubazioni principali (adduttrici) che si diramano da tali punti sono di diametro variabile tra DN 250 e DN 500 mm. La lunghezza totale delle adduttrici è di circa 68 km.

La rete di distribuzione è costituita da tubazioni di diametro variabile tra DN 60 e DN 250 con una lunghezza complessiva di circa 326 km.

ANALISI

Produrre acqua potabile (destinata al consumo umano) oggi vuol dire soddisfare tre elementi essenziali quali: qualità, quantità e continuità. L'acqua del rubinetto deve essere di buona qualità (batteriologica, chimica e fisica), disponibile a tutti in quantità sufficiente e in modo continuo. Garantire questi tre elementi corrisponde a garantire la sicurezza igienico-sanitaria dell'acqua potabile.

L'A.M.C. S.p.A. ha integrato (già dall'anno 1999) il suo Sistema Qualità UNI EN ISO 9001 e 14001 con i principi dell'Analisi dei Punti Critici di Controllo definendo nel Laboratorio Interno lo strumento di gestione e garanzia per la sicurezza igienico-sanitaria dell'acqua potabile che risulta essere la struttura portante della produzione aziendale volta ad ottenere il controllo dell'intero processo dalle fonti di approvvigionamento, lungo l'intera filiera di trattamento e lungo l'intera rete di distribuzione.

L'attività del Laboratorio dell'A.M.C. S.p.A. è diretta ad un approccio preventivo atto ad anticipare e risolvere i problemi che possono influenzare la sicurezza dell'acqua distribuita prima ancora che si possano verificare. A tale scopo per ciascuno dei punti controllati vengono analizzati specifici parametri analitici anche se non indicati dalla normativa vigente (D.Lgs31/01) e per ogni parametro vengono fissati dei precisi limiti di accettabilità interni più bassi rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente (D.Lgs.31/2001) definiti in funzione delle caratteristiche dell'acqua destinata al consumo umano.

LABORATORIO ACQUE REFLUE

Forte dell'esperienza maturata nell'ambito della gestione delle acque potabili l'A.M.C. S.p.A. ha sviluppato una filosofia basata sul miglioramento continuo attraverso la prevenzione e la soluzione dei problemi ambientali con metodologie d'intervento integrato ed articolato con le quali perseguire l'obiettivo di sicurezza e qualità ambientale.

Nell'anno 2005 il Laboratorio Analisi dell'A.M.C. S.p.A. ha iniziato un percorso di potenziamento della struttura analitica riguardante le acque reflue e i campioni di matrice ambientale costruendo un nuovo Laboratorio dislocato presso l'Impianto di Depurazione in Strada Frassineto. Tale struttura si va ad aggiungere al Laboratorio già esistente dal 1995 presso la sede di Via Orti in Casale Monferrato e dedicato alle acque potabili.

L'elemento chiave è l'applicazione di un'analisi dei punti critici per un management razionale dell'intero processo tecnologico di depurazione delle acque sulla base della quale i controlli vengono effettuati lungo tutta la linea di trattamento delle acque reflue e dei fanghi fissando dei limiti di accettabilità interni più bassi rispetto a quelli previsti dalla normativa vigente (D.Lgs. 152/06).

FOGNATURA

Tutte le acque scaricate dalle abitazioni o da altri insediamenti sono raccolte in un insieme di canalizzazioni che costituiscono la rete fognaria.

La lunghezza complessiva della fognatura è pari a circa 258 km.

Le condotte di grosso diametro sono costruite in CLS, mentre per le canalizzazioni secondarie è impiegato il PVC.

DEPURAZIONE

L’acqua reflua raccolta dal sistema fognario, prima di essere restituita all’ambiente, deve essere depurata di tutte le sostanze inquinanti organiche e/o inorganiche che contiene. Questo avviene per mezzo degli impianti di depurazione a servizio dei concentrici cittadini il cui obiettivo è la rimozione dei contaminanti da un‘acqua reflua tramite la combinazione di uno o più processi chimici, fisici e biologici atti ad ottenere un effluente pulito da restituire all’ambiente.
L’impianto principale è quello di Casale Monferrato, ha una potenzialità di 50.000 abitanti equivalenti e prevede diverse fasi di trattamento ciascuna dedicata a separare dall’acqua specifici inquinanti. Nell’anno 2012 sono stati depurati e restituiti all’ambiente circa 4.900.000 mc di acqua pulita.
Si elencano di seguito le principali fasi di trattamento dell’impianto di depurazione:

Trattamenti fisici

- Grigliatura grossolana e fine: serve a separare tutto il materiale in sospensione trascinato dall’acqua per mezzo di più stadi che trattengo i corpi con volumi via via inferiori (rami, foglie, carta, pezzi di plastica, ecc...)
- Disabbiatura e Disoleatura: è lo stadio in cui vengono separati dall’acqua gli oli (trascinati in superficie e poi raschiati) e le sabbie fini (per decantazione)
- Sedimentazione Primaria: dove si ha un ulteriore abbattimento del materiale molto fine che comunque è rimasto in sospensione e non è stato trattenuto dagli stadi precedenti

Trattamenti biologici

- Reattore di Ossidazione a Fanghi Attivi:
E’ il cuore del trattamento di depurazione di Casale Monferrato.
L’acqua dopo i trattamenti fisici è convogliata nel reattore a fanghi attivi. Tale reattore contiene una flora batterica (fanghi attivi) selezionata e specializzata per la distruzione delle sostanze inquinanti sciolte nell’acqua e quindi impossibili da separare con i soli processi fisici.
Tali batteri vivono in condizioni aerobiche (hanno bisogno di ossigeno) e pertanto all’interno del reattore viene insufflata dell’aria tramite appositi diffusori che serve anche a mantenere una perfetta miscelazione e omogeneizzazione.
I batteri si “cibano” delle sostanze inquinanti degradandole e trasformandole in materiale cellulare necessario per la loro crescita e riproduzione.
- Processo di Denitrificazione:
L’acqua depurata in uscita dal reattore a fanghi attivi viene ulteriormente trattata in un particolare reattore biologico detto di denitrificazione che contiene una selezionata flora batterica specifica per l’eliminazione dell’azoto ancora presente nell’acqua depurata al fine di preservare i corpi idrici dai fenomeni di eutrofizzazione (crescita alagale, vedi il problema balneare Mare Adriatico) ma soprattutto, ed è la cosa più importante, al fine di preservarne il suo eventuale utilizzo a scopi idropotabili.

Trattamenti chimici

- Processo di Defosfatazione:
L’abbattimento del Fosforo, responsabile insieme all’Azoto dell’eutrofizzazione nei corpi idrici, avviene tramite il dosaggio di Cloruro Ferrico. Quest’ultimo legandosi chimicamente al Fosforo disciolto nell’acqua lo rende insolubile e facilmente separabile dall’acqua per semplice decantazione nei sedimentatori secondari.

Trattamenti finali

- Sedimentazione Secondaria e filtrazione finale:
La miscela omogenea di acqua depurata e fango attivo contenuta nei reattori biologici e chimici viene poi inviata a due sedimentatori secondari che permettono la separazione della massa biologica di fanghi attivi (grossolana e pesante) dall’acqua depurata.
Per sfioro dai sedimentatori esce l’acqua pulita che è inviata all’uscita dell’impianto di depurazione e quindi al corpo idrico recettore.
Prima di essere restituita all’ambiente l’acqua viene ulteriormente filtrata per mezzo di un sistema a pannelli rotanti autopulenti così da trattenere anche le eventuali più piccole particelle in sospensione che fossero mai riuscite a “scappare” dai sedimentatori secondari.

Dal fondo dei sedimentatori secondari vengono estratti i fanghi prodotti dal processo di depurazione ed inviati al sistema di trattamento degli stessi per recuperare energia (digestione anaerobica a doppio stadio), ridurne il volume (centrifugazione) e trasformarli in materia prima per la produzione di compost (fertilizzante).